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Santa Marina Vergine Patrona di Polistena

Benvenuti nella vecchia versione del sito dedicato a Santa Marina Vergine di Bitinia, Patrona di Polistena (RC).

Ogni anno, nella prima domenica di agosto, in questa splendida cittadina viene celebrata una suggestiva Processione con la Teoria dei Santi venerati nella nostra Città di 26 statue. Per il suo genere tale processione è tra le poche (una decina circa) in Italia.

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San Rocco - Chiesa Matrice di Santa Marina Vergine Stampa  

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San Rocco nacque a Montpellier (Francia) intorno al 1295, unico figlio del governatore della città Giovanni Rog e da Libera che tanto pregarono Dio e la Vergine Maria per avere questo figlio che già dalla nascita portò impresso un segno indelebile: una croce sul petto di colore vermiglio, un sigillo che il buon Dio aveva dato a San Rocco. San Rocco rimane orfano a 20 anni e sul letto di morte promette ai suoi genitori, ferventi cristiani e grandi benefattori, di continuare ad aiutare i poveri ed i più bisognosi ed essere caritatevole. San Rocco vivendo nella nobiltà, nel lusso e nell’agiatezza capisce il vuoto della ricchezza e comprende il grande dono della carità, e con gesto puro, seguendo il Vangelo vende tutti i suoi averi e li dona ai poveri, agli ospedali e inizia il suo peregrinare in cerca di Cristo che trova dei derelitti, nei malati e nei disperati. La sua prima meta è Roma, il centro della cristianità, per rendere omaggio alle tombe degli apostoli Pietro e Paolo.

 

Prima di partire per l’Italia si consacra alla Vergine Maria delle Tavole, ricevendo la benedizione del Vescovo di Montpellier. Bastone, mantello, cappello, borraccia e conchiglia sono i suoi ornamenti; la preghiera e la carità la sua forza; Gesù Cristo il suo gaudio e la sua santità. Percorre la Francia, arriva in Italia tra le città spopolate e piene di terrore per morbo crudele della peste, a queste scene di strazio e di dolore il santo pellegrino non resta indifferente, ma implorando Dio si prodiga nel curare i malati. Il primo luogo certo dove il Santo è stato ed ha curato i malati è Acquapendente, per poi giungere a Roma e restarci nella preghiera e nella meditazione. La tradizione vuole che il suo primo miracolo San Rocco lo compì guarendo un cardinale. Anche Roma è invasa dalla peste e il Santo si dà con fervore alla cura degli appestati senza temere il pericolo del contagio. Quando poi seppe che anche a Rimini e Cesena infuriava la peste, lasciò Roma e si diresse in queste città a testimoniare la carità senza limiti. Il morbo si diffondeva spaventosamente, da Cesena la peste passò a Novara e Piacenza. A piedi San Rocco si spostava di città in città per confortare gli ammalati. Digiuni prolungati, fatiche continue, notti insonni passati in preghiera e a vegliare i malati indebolirono il suo giovane corpo finché sulle rive del Trebbia, San Rocco scoprì che la peste non lo aveva risparmiato, il bubbone della peste gli aprì una piaga provocandogli continue emorragie e dolori atroci. Il giovane pellegrino allora si ritirò in solitudine nei pressi di Sarmato per morire in pace, trovando riparo in una piccola grotta e lì come un povero eremita prega e soffre. Ma il Signore non abbandona il suo servo fedele e manda un angelo a sanargli la ferita e un cane pietoso che ogni giorno gli porta un pezzo di pane che sottrae dal castello del suo padrone, il nobile Gottardo Pallastrelli. Il Dio potente e misericordioso non permette che il giovane pellegrino morisse di peste perché doveva curare e lenire le sofferenze del suo popolo.

 

Intanto in tutti i posti dove San Rocco era passato e aveva guarito col segno di croce, il suo nome diventava famoso. Tutti raccontano del giovane pellegrino che porta la carità di Cristo e la potenza miracolosa di Dio.

 

San Rocco dopo otto lunghi anni riprende la via del ritorno in Patria. Arrivato ad Angera, sul lago Maggiore, le guardie del visconte del posto, vedendolo malconcio, con barba lunga, capelli incolti, faccia scarna e segnata dalla sofferenza, lo arrestano credendolo una spia. Interrogato, per adempiere al voto non volle rivelare il proprio nome, dicendo solo di essere “ un umile servitore di Gesù Cristo”. Gettato in uno squallido carcere, San Rocco vi trascorse ben cinque anni, vivendo questa nuova dura prova come un “purgatorio” per l’espiazione dei peccati.

 

Quando la morte era ormai vicina, chiese al carceriere di condurgli un sacerdote; si verificarono allora alcuni eventi prodigiosi, che indussero i presenti ad avvisare il Governatore. Le voci si sparsero in fretta, ma quando la porta della cella venne riaperta, San Rocco era già morto. Prima di spirare, il Santo aveva ottenuto da Dio il dono di diventare l’intercessore di tutti i malati di peste che avessero invocato il suo nome, nome che venne scoperto dall’anziana madre del Governatore, che dal particolare della croce vermiglia sul petto, riconobbe in lui un parente.

 

Il Governatore, in definitiva era lo zio di San Rocco; in quanto fratello di suo padre o, secondo altre fonti, della madre (che era di origine lombarda); pentito ed amareggiato, organizzò una sontuosa cerimonia funebre e fece seppellire il nipote con tutti gli onori.

 

Sulla sua tomba a Voghera cominciò subito a fiorire il culto al giovane San Rocco, pellegrino di Montpellier, amico degli ultimi, degli appestati e dei poveri.

 

Il Concilio di Costanza nel 1414 lo proclamò Santo.

 

Presso la Chiesa di San Rocco in Roma è custodita una Insigne Reliquia del Braccio di San Rocco.

 

È festeggiato il 16 Agosto.

 

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